
1999 – 2000
PROGETTO: CORSO DI AGGIORNAMENTO
A SCUOLA CON IL MUSEO
BENE CULTURALE CONTEMPORANEO
E TERRITORIO
a cura di Antonella Micaletti
OBIETTIVI
I. Il primo obiettivo del corso è di avviare gli insegnanti ad un livello base di conoscenza e di analisi dell’opera d’arte contemporanea.
Il presupposto è che il corso si rivolga ad insegnanti che non abbiano una conoscenza approfondita della storia dell’arte contemporanea e per questo l’approccio metodologico mira ad abbattere le diffidenze e le incomprensioni più diffuse e a fornire gli strumenti di approccio alla fruizione. L’obiettivo è che essi possano poi a loro volta applicare tali conoscenze ad esperienze didattiche con i propri alunni. Il percorso sarà pertanto didattico e non quindi nozionistico né storicistico. La metodologia seguita è quella di didattica dell’arte contemporanea adottata dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, che consiste in un approccio giocoso ma soprattutto pratico-laboratoriale per fruire l’opera d’arte in senso fisico e sensoriale oltre che concettuale. Per questo il corso avrà un numero maggiore di ore di laboratorio rispetto a quelle teoriche, poiché questi costituiranno possibili suggerimenti e sperimentazioni di percorsi didattici da realizzare nella propria attività didattica.
II. Il secondo obiettivo è di quello di elaborare un percorso didattico di fruizione del patrimonio contemporaneo del territorio in rapporto alla città.
La lettura dell’opera d’arte avverrà a diretto contatto con la scultura La sfera grande di Arnaldo Pomodoro con un percorso didattico che mirerà a costruire un ipotetico “viaggio” di osservazione nella città. L’esperienza mira a fornire spunti di lavoro anche interdisciplinare nell’ ambito didattico degli insegnanti. Ad ogni insegnante verrà assegnata una “consegna”, un compito, che verrà poi collettivamente discusso l’ultimo giorno di corso.
PROGRAMMA
Il corso si terrà dal 6 al 20 ottobre 2000 e sarà costituito da 14 ore totali, divise in 5 incontri, di cui 6 ore teoriche e 8 ore di laboratorio.
– Lunedì ottobre: incontro teorico: 3 ore: 15.30-18.30 L’incontro si terrà presso la scuola Galilei.
Argomento: il concetto di bene culturale nella contemporaneità. Problematiche relative alla sua collocazione, conservazione e diffusione. Nuove prospettive del museo d’arte contemporanea. Il rapporto opera-spazio-fruitore nell’arte contemporanea: dagli anni ‘60 ai giorni nostri.
–Venerdì 13 ottobre: incontro teorico 3 ore: 15.30-18.30. L’incontro si terrà presso la scuola Galilei.
Argomento: Interventi scultorei e performativi negli spazi sociali.
– Mercoledì 18 ottobre: laboratorio: 3 ore: 15.30-18.30. Presso il Centro RIU’.
Prendere coscienza della fisicità e dello spazio attraverso il proprio corpo: esercizi di spazializzazione ed espressione segnica e gestuale.
-Venerdì 20 ottobre : laboratorio 3 ore: 15.30-18.30.
Esercizio di lettura dell’opera d’arte contemporanea: le sculture nella città. La Sfera grande di Arnaldo Pomodoro. Elaborazione di una consegna: esercizio di didattica dell’arte contemporanea.
-Lunedì 30 ottobre: laboratorio 2 ore: 15.30-17.30: verifica collettiva del lavoro individuale assegnato.
p.s. La pausa lunga è indispensabile ai corsisti per elaborare la consegna
MATERIALI
I. La scuola dovrà dotarsi di diaproiettore e schermo per la proiezione.
II. Sarà utile un ministereo per musicassette.
III. Materiali vari saranno utilizzati dal RIU’.
IV. Ogni insegnante dovrà dotarsi di
– blocco appunti e penna
– matite nere e pennarelli neri grossi e fini (la scelta può essere casuale)
– macchina fotografica
– abiti comodi e calzettoni per i laboratori
CORSO DI AGGIORNAMENTO INSEGNANTI
Il monumento e l’arte contemporanea
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Se il monumento ha sempre rappresentato una forma di elaborazione simbolica della storia, intesa come insieme di valori collettivi, oggi esso vede il suo senso profondamente cambiato.
Non soltanto le statue e i monumenti, infatti, ma tutta l’arte può dirsi oggi pubblica, perché tutta l’arte elabora delle relazioni sociali, anche se non lo dichiara in modo rappresentativo; e soprattutto molta arte contemporanea vive oggi del processo di elaborazione della memoria, ma non soltanto di quella che rimpiange e che ricorda i propri defunti.
Il senso della memoria non coincide perciò in alcun modo con l’idea di commemorazione; così come pure l’elaborazione di forme che traducano valori collettivi della società non può più connettersi alla creazione di simulacri.
Alcuni filoni di pensiero parlano persino di “uscita dalla storia” e di appartenenza alla “post-storia” e quindi il monumento nel suo significato tradizionale non può che mutare radicalmente, innestandosi strettamente con le forme più libere dell’esperienza artistica.
Tutte le neoavanguardie si sono sviluppate elaborando forme di intervento nello spazio inteso come interlocutore sociale, naturale o culturale: si pensi ai maggiori rappresentanti dell’arte povera fino al gruppo Fluxus.
Per questo, l’attenzione – sottolineata più volte nel progetto “Adotta un monumento” redatto dal gruppo Napoli 97 – rivolta al monumento inteso soprattutto per la rete di relazioni che la sua presenza intrattiene con lo spazio circostante, sia con l’ambiente che con la microstoria collettiva ed individuale, diventa sempre più imperante e, si potrebbe dire, imprescindibile nelle esperienze artistiche contemporanee.
Questa considerazione apre una inevitabile parentesi sulla “fortuna” degli interventi contemporanei negli spazi urbani, che sta tracciando una vera e propria storia in parti diverse del mondo e che ha già sviluppato, soprattutto negli Stati Uniti , un dibattito acceso e ancora aperto. Un esempio “locale” molto recente è il “caso” delle sculture di Mauro Staccioli installate a Pesaro lo scorso anno.
La questione del significato del monumento nell’arte contemporanea è, pertanto, molto complesso. Da un lato l’arte contemporanea in genere si è fatta più ampiamente “sociale”, e quindi “collettiva”; dall’altra un mutamento radicale del valore della memoria nella storia contemporanea nega l’idea di monumento così come è stato pensato fino ad oggi.
D’altra parte, il rapporto che ogni artista intrattiene con il senso della memoria e della storia è assolutamente inscindibile da teorizzazioni di gruppo o di “scuola” e pertiene esclusivamente la sua poetica. Può, oltretutto, essere un’esperienza isolata e scissa dal resto della sua ricerca, magari commissionata; o piuttosto essere parte integrante del suo pensiero, soggetto e obbiettivo di tutto il suo lavoro.
Tenendo conto di tutto quanto detto sopra, un corso di aggiornamento rivolto ad insegnanti di scuole superiori necessita di strutturarsi attraverso alcuni punti fondamentali:
1) un’introduzione sul valore della storia nell’ambito del pensiero artistico contemporaneo;
2) un anche se sommario ripercorrimento dei movimenti artistici dagli anni ‘60 ad oggi;
3) la presentazione di alcuni esempi, attraverso la proiezione di diapositive, di operazioni artistiche contemporanee di tipo “sociale”, inquadrandole nell’ambito dei principali movimenti artistici e specificando la loro natura in base a quanto accennato in chiusura di relazione.
OGGETTO: la scultura urbana a Pesaro
TEMATICA: uno sguardo diverso sulla città
FINALITA’:
Il Progetto si propone di diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea e rafforzare il rapporto tra cultura, scuola e territorio ed in particolare di:
- Introdurre alla lettura del contemporaneo attraverso la lettura di opera d’arte e testi;
- Contribuire al lavoro didattico degli insegnanti per l’elaborazione autonoma di percorsi sulla cultura contemporanea;
- Coinvolgere un gruppo di insegnanti alla osservazione e comprensione delle opere d’arte: “imparare facendo” è un percorso che permette a tutti di rielaborare tecnicamente e concettualmente i contenuti dell’opera attraverso un percorso soggettivo e intimo;
- Lettura e analisi di un’opera d’arte contemporanea;
- Incentivare rapporto con il territorio: per questo è stato scelto un percorso sulle sculture urbane a Pesaro.
METODOLOGIA:
Punti fondamentali del metodo applicato:
- Approccio diretto all’opera d’arte: si propongono alcune opere contemporanee realizzate nel territorio urbano da artisti di fama riconosciuta;
- Ampio spazio lasciato al laboratorio: le tematiche sono spiegate, ma ancor più fatte sperimentare attraverso un percorso laboratoriale che prevede la rielaborazione personale di quanto espresso nella poetica dell’artista;
ENTE PROMOTORE: Comune di Pesaro, Assessorato Servizi Educativi
IN COLLABORAZIONE CON: Fondazione Cassa di Risparmio – Pesaro
PROGETTAZIONE:
Antonella Micaletti in collaborazione con il dipartimento didattico della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
LABORATORI: Antonella Micaletti
DESTINATARI: vedi scheda Scuole a cura del Cesde
TEMPI E LUOGHI:
Novembre – aprile.
Spazi urbani e Ludoteca Riù – Pesaro
MODALITA’:
Il corso di aggiornamento è stato voluto dall’assessore alle politiche educative Maria Pia Gennari, nel suo primo anno di insediamento e nell’ottica di continuare l’esperienza sperimentale fatta precedentemente nella didattica dell’arte contemporanea, con l’intento di dare agli insegnanti strumenti autonomi di conoscenza e valutazione del percorso eventualmente proposto: sperimentare in prima persona l’approccio diretto e laboratoriale all’opera d’arte avrebbe fornito loro mezzi sufficienti a capire meglio il progetto, ma la consapevolezza metodologica avrebbe indotto anche a trovare spunti autonomi di sviluppo della ricerca. Per questo il corso è stato strutturato con una parte teorica, di confronto tra esperienze italiane diverse, e da una laboratoriale.
1°incontro:
presentazione del corso e illustrazione delle varie tappe
Ciclo di conferenze:
Anna Pironti – responsabile capo dipartimento educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Maria Teresa Fiorillo – responsabile didattica MART di Trento
Cristina Francucci – responsabile didattica GAM Bologna
Cristina Marabini – docente di pedagogia e didattica dell’arte Accademia Belle Arti di Urbino
2° incontro:
lettura dell’opera – “Ordine cosmico” di Eliseo Mattiacci
3° incontro:
“La Sfera Grande” di Arnaldo Pomodoro
In entrambi gli incontri sono stati sottolineati i rapporti delle sculture con l’ambiente circostante, la loro interpretazione aperta e non rappresentativa, l’importanza dei materiali nell’individuazione dei contenuti espressi
4° incontro:
preso il Riù, esercizi di spazializzazione e di espressività corporea. La scultura non è solo un oggetto da osservare, ma un corpo pulsante che interagisce con altri corpi.
Consegna: ogni partecipante doveva rileggere l’opera, le sue forme, il suo valore spaziale, cromatico, immaginando un viaggio nella città, che da quelle forme prendeva il via per trovare coniugazioni soggettive di tipo formale oppure emotivo o concettuale, tracciando un percorso unico e personale nella città. Il diario del viaggio non doveva essere costituito dalla scrittura ma da una serie di scatti fotografici, che avrebbe suggerito una storia senza raccontarla. Su questa base tecnica era poi possibile fare qualunque tipo di variazione: l’inserimento di testi, parole, suoni. Qualcuno ha realizzato una proiezione di diapositive, altri un album fotografico, altri ancora un libro e un insegnante un cdrom.
5° incontro:
osservazione collettiva dei lavori, discussione.